Consiglio comunale: bocciata mozione M5S su illegittimità di un atto della giunta

Durante il consiglio comunale di ieri sera è stata bocciata la nostra mozione che chiedeva l’istituzione di una commissione speciale per i conflitti di attribuzione.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo i fatti: siamo nel Novembre 2014 e la Cassa Depositi e Prestiti (che da qui chiameremo C.D.P) emana una circolare con cui dà la possibilità agli enti locali di rinegoziare i mutui in essere, rimodulandone gli interessi e modificandone la durata. In quella circolare la cdp esplicita che l’ ente pubblico, nel nostro caso il comune di Cormano, che volesse aderire all’ iniziativa, lo può fare facendo passare la decisione dal Consiglio comunale, quindi con un Delibera di Consiglio. Cosa è successo a Cormano? È successo che la giunta si è arrogata il diritto di deliberare autonomamente la rinegoziazione dei mutui, senza passare dal Consiglio.
Anche se non è l’oggetto specifico della nostra mozione, tenete ben presente che la rinegoziazione dei mutui concessa al comune di Cormano prevede un aumento di quasi tutti i tassi di interesse; quindi, se è vero che la rata va a diminuire, è altrettanto vero che dilazionando i pagamenti al 2034 e aumentando i tassi, la spesa finale subisce un aumento di circa 2 milioni di euro. Ma, ripetiamo, non è questo il punto, per noi il problema è la procedura, il problema è la scelta politica– secondo quanto detto dallo stesso presidente del Consiglio comunale- di non considerare il consiglio quale organo competente a prendere una decisione simile. Quando ci siamo accorti di questo palese errore, abbiamo contattato la C.D.P, la quale, tramite una sua funzionaria, ci ha confermato che la rinegoziazione dei mutui DEVE passare dal Consiglio comunale. A testimonianza della nostra tesi abbiamo questa comunicazione, ma anche la nota tecnica della stessa C.D.P, la nota dell’ Anci, nonché le delibere di Consiglio di tutti quei comuni che hanno agito legittimamente. Per questo abbiamo ritenuto che la mossa migliore da fare fosse chiedere al Presidente del Consiglio comunale di difendere la dignità dell’ organo che presiede istituendo la commissione speciale per i conflitti di attribuzione, prevista  dell’art. 82 del Regolamento del CC. Ma, come detto all’ inizio, questa sera ci è stato negato anche questo legittimo esercizio del dubbio, la nostra mozione è stata respinta con evidenti falle nell’argomentazione, sia da parte dei politici-che sono persino arrivati a dire che la commissione speciale avrebbe dei costi che è inutile sostenere- che da parte dei tecnici.
Non vogliamo qui scendere in tecnicismi (che siamo pronti a spiegare a chi volesse approfondire) avremmo voluto e potuto farlo nella sede competente, ma non ci è stato concesso; sappiamo tuttavia di essere dalla parte del giusto nel sostenere la nostra tesi e per questo valuteremo i prossimi passi.

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